Il pomeriggio del 26 marzo in Fondazione Exclusiva è stato dedicato a parlare, con illustri amici, della bellezza, del suo rapporto con il benessere, con la sua possibilità di diventare una pratica generativa. La giornata di dialogo, aperta dal Segretario Generale della Fondazione, Giorgia Turchetto, è stata un primo esempio di pratica di bellezza, per la profondità degli stimoli che i relatori hanno fornito, ma anche per la disposizione dialogica di tutti gli intervenuti.

Con grande disponibilità e dando vita ad un vero colloquio al di là delle specializzazioni, i relatori hanno condotto il pubblico a pensare alla bellezza, la cui ricerca appare come un tratto irrinunciabile del nostro stesso essere umani: se è vero, infatti, che dobbiamo ancora capire quanto ci sia di soggettivo e quanto di oggettivo (o forse di intersoggettivo) nel bello (come ha chiesto fuori da ogni retorica il Presidente di Fondazione Exclusiva, Fabio Mazzeo), il Professor Ugo Morelli ci ha riportato al momento in cui l’Homo sapiens si è separato dalle altre specie anche in virtù della sua invenzione dell’inutile. Lo stesso impulso aiuta l’uomo ad allontanarsi dalla consuetudine, lo spinge a trovare soluzioni nuove. Questo impulso, chiarisce Morelli, è la creatività.
E nonostante sia difficile uscire dal cammino tracciato, il Professor Giulio Maira, Presidente di Fondazione Atena Onlus – partner dell’iniziativa – ha spiegato come diverse parti del cervello, antiche e recenti, collaborino per permetterci di ripetere l’esperienza che ci ha dato piacere e di come l’atto creativo, il riconoscere la bellezza e l’emozione positiva attivino il nostro sistema neurologico e ci spingano a ricreare condizioni simili, che generino lo stesso piacere.
Le comunicazioni dei professori Morelli e Maira ci hanno così aiutato a situare la bellezza in una dimensione fisiologica, concreta ed esperienziale.

L’artista Alfredo Pirri ha approfondito poi la dimensione della bellezza come pratica, mettendo in dubbio il suo valore assoluto. Il suo intervento ci ha costretto a tornare a porci delle domande, a capire i limiti di qualunque astrazione che si volesse porre come definitoria, astorica, assoluta. Riprendendo una suggestione del discorso introduttivo del Presidente Fabio Mazzeo, Pirri propone quindi la bellezza come attesa, come distacco, come abbandono. La bellezza si mostra come una pratica di ricerca della misura che non avrà mai una soluzione stabile, ma rimarrà una pratica dinamica, una sperimentazione continua, in cui è necessario prendere posizione, assumersi delle responsabilità.

Ed è così, che dopo un breve contributo video del Professor Pier Luigi Sacco che introduceva il tema del welfare culturale, dalla discussione sulle pratiche della bellezza con la moderazione dell’economista della cultura Annalisa Cicerchia, moderatrice della giornata, si è passati al secondo tavolo di confronto, che ha gettato le basi del workshop di design sociale del 29 e 30 maggio dedicato a progettare l’intervento su un luogo di cura che sarà individuato (anche grazie alla disponibilità della Regione Lazio) durante il prossimo mese.

Cristian Campagnaro, Professore di design al Politecnico di Torino, con una lunga esperienza di intervento in situazioni di forte disagio sociale, ha intanto chiarito che, al di là delle giuste preoccupazioni e cautele, intervenire è importante perché permette di rompere una consuetudine di rassegnazione che è un effetto collaterale del disagio e dei luoghi in cui il disagio è vissuto. Ha rinforzato questo punto di vista il contributo di Stefano Canitano, dell’ordine dei Medici di Roma, che ne ha indicato l’importanza non solo per i pazienti o i fruitori di questi luoghi, ma anche per gli operatori che subiscono gli ambienti di lavoro, spazi che finiscono per non appartenere a nessuno. L’intervento verso la bellezza deve basarsi su un pensiero, una scelta, una volontà di trasformazione (quindi una assunzione di responsabilità), pensata in maniera specifica per un luogo determinato, senza diventare un rumore aggiuntivo ma attivando la capacità di trasformare quanto accade in quel luogo. Si interviene quindi sulle relazioni interpersonali, l’estetica delle relazioni di cui parla il designer e architetto Fabio Mazzeo, evitando di passare da un progetto di bellezza ad uno di abbellimento accessorio.

La progettazione del cantiere che FEX intende realizzare con l’apporto dei creativi di Exclusiva Design e con il sostegno di Oikos – il cui Presidente, Claudio Balestri, ha chiuso l’intensa giornata di studi – ha cominciato così ad avere dei contorni: alcuni tracciati sul muro grazie all’action writing di Fedele Congedo, altri ripresi dall’intervento conclusivo del Segretario Generale Giorgia Turchetto che ha insistito sul fatto che il processo di costruzione del progetto è l’unica garanzia possibile della sua qualità. Per questo è fondamentale che alla progettazione prendano parte non solo gli “operatori della bellezza”, chi lavora nei luoghi della cura, chi si occupa di innovazione sociale, ma anche i fruitori dei luoghi stessi, la società civile, la comunità che può educarsi a vivere e a richiedere luoghi più belli, che facciano bene.

La giornata si è chiusa, pertanto, con il lancio e l’invito a contribuite alla seconda parte del progetto “La bellezza fa bene”, il workshop partecipato di design sociale previsto per la fine di maggio.

DATA

26 marzo 2018

TALK FEX

UGO MORELLI
Professore di Psicologia della creatività e dell’innovazione, Master of Art and Culture Management di Trentino School of Management

FABIO MAZZEO
Presidente Fondazione Exclusiva

PIERLUIGI SACCO
Professore Ordinario di Economia della Cultura, con delega rettorale all’innovazione e alle relazioni internazionali, e coordinatore del corso di laurea magistrale in Arte, Patrimoni e Mercati dello IULM

ALFREDO PIRRI
Artista

GIULIO MAIRA
Neurochirurgo Senior Consultant Humanitas di Milano e Presidente Fondazione Atena onlus

GIORGIA TURCHETTO
Segretario Generale della Fondazione Exclusiva

PRESENTAZIONE WORKSHOP DESIGN SOCIAL
FABIO MAZZEO, Chairman e Art Director Exclusiva Design
CRISTIAN CAMPAGNARO, Professore Associato in Design Politecnico di Torino
STEFANO CANITANO, Consigliere Ordine dei Medici di Roma

MOMENTI DEL TALK ABOUT

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